Uno degli oggetti deboli più affascinanti dei mesi invernali è certamente la Nebulosa Rosetta, conosciuta anche con il nome Caldwell 49. Come potete osservare nella fotografia sotto, è un oggetto abbastanza semplice da identificare. Si trova infatti nella costellazione del Monocero, confinante con Orione. Non lasciatevi ingannare dalla fotografia però: è un oggetto difficile da osservare visualmente, anche con telescopi di grande diametro! Risulta invece molto semplice da osservare (basta un binocolo astronomico) l'ammasso di stelle (NGC2244) al centro della nebulosa stessa che quindi possiamo utilizzare come punto di riferimento anche per chi la vuole fotografare.

La nebulosa e l'ammasso aperto di stelle al centro sono strettamente associati. Si ritiene infatti che le stelle dell'ammasso siano nate proprio dal materiale della nebulosa. La radiazione emessa dalle giovani stelle di NGC2244 stimola gli atomi della nebulosa che a loro volta emettono la radiazione che ci consente di vederla e fotografarla.
Distante solo 5200 anni luce dalla Terra e con una dimensione di 130 anni luce, la Nebulosa Rosetta appare molto grande in cielo: presenta una dimensione apparente di circa 1,3°. Quindi è un oggetto che richiede, per essere fotografato nella sua interezza, telescopi a focale relativamente corta e camere CCD con sensori di buone dimensioni. Utilizzando gli strumenti giusti è possibile riprendere la nebulosa in campi stellari vasti che ne consentono di apprezzare la grande dimensione. Ad esempio, ho ripreso (con il mio amico Omar) la seguente fotografia con un piccolo rifrattore APO 65Q di TS-Optics (con focale di 420mm) e camera MagZero QHY11S (che ha un sensore di dimensioni 24x36mm):
Con telescopi a più lunga focale è possibile invece riprendere conmaggiore dettaglio la zona centrale (quella con l'ammasso aperto) come si può vedere nella seguente fotografia ripresa da Francesco di Cencio effettuata con tubo ottico TS Individual 152/900 (focale di 900mm) e camera MagZero MZ-9:

La Nebulosa Rosetta è una nebulosa a emissione: contiene gas ionizzato che produce emissione con linee spettrali come l'H-alfa. Per tale ragione consiglio l'utilizzo di una camera CCD monocromatica con filtri a banda stretta (come l'H-alfa appunto) per incrementare il contrasto riducendo fortemente l'inquinamento luminoso. Per ricostruire l'immagine a colori è possibile poi riprendere lo stesso soggetto anche con i filtri O-III e SII e quindi ricomponendo l'immagine. Per chi utilizza invece camere CCD a colori consiglio l'uso di un filtro UHC (di qualità) che, grazie ad una banda passante superiore, lavora meglio con questo tipo di strumentazione e consente di mantenere un buon bilanciamento cromatico.
Cieli sereni
Filippo