mercoledì 29 febbraio 2012

Era il 1905

Mi è capitato sotto mano un numero storico del giornale "L'illustrazione italiana" del 10 settembre 1905, non potevo fare a meno di riproporvi alcune immagini. A più di un secolo di distanza possiamo dire che i progressi della tecnica consentono oggi agli astrofili di fare quello che un tempo facevano gli astronomi (anche meglio... vedi camere CCD) ma i principi sono sempre gli stessi! Affascinante.


Cieli sereni
Filippo

sabato 25 febbraio 2012

Scoperta attività geologica "recente" sulla Luna

Nuove immagini riprese dalla sonda lunare Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) mostrano deformazioni della crosta che hanno generato piccole valli in alcune zone della superficie lunare. Gli scienziati ritengono che l'attività geologica che le ha generate si sia verificata meno di 50 milioni di anni fa, un'età recente se comparata con l'età della Luna (circa 4,5 miliardi di anni).



Il team di ricercatori, analizzando le immagini in alta risoluzione ottenute dalla Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC) ha trovato strutture (chiamate graben) molto lunghe e strette che indicano che la superficie viene "stirata" provocando lo sprofondamento della zona centrale del terreno.


La Luna si trova in uno stadio generale di contrazione in quanto si sta raffreddando e il graben indica che in particolari aree invece si registrano forze di natura distensiva. Questo significa che le forze contrazionali non sono elevate: in caso contrario i graben non si sarebbero formati. La debolezza nella contrazione suggerisce che, a differenza di altri pianeti terrestri, la Luna non abbia presentato uno stadio iniziale di fusione completa. Sembra invece probabile che solo lo strato esterno della Luna sia stato fuso formando una sorta di oceano di magma.

Filippo

fonte Nasa.gov

lunedì 20 febbraio 2012

Nasa a 50 anni dal volo di John Glenn

Il 20 febbraio 1962, l'astronauta americano John Glenn ha pilotato con successo la Mercury "Friendship 7" nella prima missione orbitale umana degli Stati Uniti d'America. Partito del Kennedy Space Center, l'astronave ha compiuto tre orbite attorno alla Terra raggiungendo un'altezza massima di circa 260 chilometri, per una durata della missione di quasi 5 ore. Per celebrare l'impresa, la NASA ha rilasciato questo nuovo video:



Fonte: Nasa.gov

martedì 14 febbraio 2012

Oggetto Deep-Sky del Mese - Nebulosa Rosetta

Uno degli oggetti deboli più affascinanti dei mesi invernali è certamente la Nebulosa Rosetta, conosciuta anche con il nome Caldwell 49. Come potete osservare nella fotografia sotto, è un oggetto abbastanza semplice da identificare. Si trova infatti nella costellazione del Monocero, confinante con Orione. Non lasciatevi ingannare dalla fotografia però: è un oggetto difficile da osservare visualmente, anche con telescopi di grande diametro! Risulta invece molto semplice da osservare (basta un binocolo astronomico) l'ammasso di stelle (NGC2244) al centro della nebulosa stessa che quindi possiamo utilizzare come punto di riferimento anche per chi la vuole fotografare.


La nebulosa e l'ammasso aperto di stelle al centro sono strettamente associati. Si ritiene infatti che le stelle dell'ammasso siano nate proprio dal materiale della nebulosa. La radiazione emessa dalle giovani stelle di NGC2244 stimola gli atomi della nebulosa che a loro volta emettono la radiazione che ci consente di vederla e fotografarla. 

Distante solo 5200 anni luce dalla Terra e con una dimensione di 130 anni luce, la Nebulosa Rosetta appare molto grande in cielo: presenta una dimensione apparente di circa 1,3°. Quindi è un oggetto che richiede, per essere fotografato nella sua interezza, telescopi a focale relativamente corta e camere CCD con sensori di buone dimensioni. Utilizzando gli strumenti giusti è possibile riprendere la nebulosa in campi stellari vasti che ne consentono di apprezzare la grande dimensione. Ad esempio, ho ripreso (con il mio amico Omar) la seguente fotografia con un piccolo rifrattore APO 65Q di TS-Optics (con focale di 420mm) e camera MagZero QHY11S (che ha un sensore di dimensioni 24x36mm):



Con telescopi a più lunga focale è possibile invece riprendere conmaggiore dettaglio la zona centrale (quella con l'ammasso aperto) come si può vedere nella seguente fotografia ripresa da Francesco di Cencio effettuata con tubo ottico TS Individual 152/900 (focale di 900mm) e camera MagZero MZ-9:

La Nebulosa Rosetta è una nebulosa a emissione: contiene gas ionizzato che produce emissione con linee spettrali come l'H-alfa. Per tale ragione consiglio l'utilizzo di una camera CCD monocromatica con filtri a banda stretta (come l'H-alfa appunto) per incrementare il contrasto riducendo fortemente l'inquinamento luminoso. Per ricostruire l'immagine a colori è possibile poi riprendere lo stesso soggetto anche con i filtri O-III e SII e quindi ricomponendo l'immagine. Per chi utilizza invece camere CCD a colori consiglio l'uso di un filtro UHC (di qualità) che, grazie ad una banda passante superiore, lavora meglio con questo tipo di strumentazione e consente di mantenere un buon bilanciamento cromatico.

Cieli sereni
Filippo

venerdì 10 febbraio 2012

Il telescopio spaziale Hubble fotografa NGC1073

Il telescopio spaziale Hubble ha ripreso una fantastica immagine della galassia spirale barrata NGC1073, interessante in quanto simile alla nostra. Molte galassie a spirale hanno una struttura a barra al centro e alcuni astronomi hanno suggerito che la formazione di tale struttura indichi un'età avanzata della stessa galassia.


E' interessante notare che nello stesso campo sono stati ripresi 3 quasar (PKS 0241+011, QSO B0240+011 e [VV96] J024333.6+012222). I quasar sono sorgenti luminose estremamente potenti causate da materiale in caduta in buchi neri super massivi presenti in galassie distanti miliardi di anni luce da noi. In alto a sinistra si trova inoltre una forte sorgente di raggi X (catalogata come IXO-5), probabilmente un sistema binario composto da una stella e un buco nero.



The Hubble Space Telescope is a project of international cooperation between ESA and NASA.
Image credit: NASA & ESA
Fonte: http://www.spacetelescope.org

Cieli sereni
Filippo