giovedì 20 settembre 2012

TEST TS-Optics Super APO 102 Flat Field


di Francesco Di Cencio

Il TS Super APO 102 Flat Field è un telescopio apocromatico di 102 mm di diametro e 714 mm f/7 di lunghezza focale. La dicitura "Flat Field" deriva dal riduttore/spianatore prodotto dall'italiano Massimo Riccardi concepito appositamente per questa la serie di telescopi Photoline di TS-Optics e alcuni APM.
Il tubo ottico è la versione maggiore di un tripletto apocromatico da 80 mm f/6 che ha riscosso un discreto successo nell'arco dell'ultimo anno in Italia grazie alle ottime doti meccaniche e di correzione ottica.
In totale nella serie vengono prodotti i seguenti diametri:
-  80 mm f/6 tripletto spaziato in aria con elemento centrale in FPL 53
-  102 mm f/7 tripletto spaziato in aria con elemento centrale in FPL 53
-  115 mm f/7 tripletto spaziato in aria con elemento centrale ED in vetro non specificato
-  130 mm f/7 tripletto spaziato in aria con elemento centrale ED in vetro non specificato
Il tubo viene consegnato in una scatola di cartone contenente una bella valigetta di alluminio  con sagomatura interna in gomma piuma adatta ad accoglierlo senza "smottamenti" durante il trasporto.
 L'imballo è ben fatto con una protezione "a bolle" in modo da non rovinare la valigetta che contiene a sua volta il tubo ottico avvolto in una busta di plastica.



Il tubo ottico si presenta con un'intubazione bella e solida di colore bianco latte, un paraluce estraibile, chiuso con un tappo in alluminio a vite, un buon fuocheggiatore da 3" con riduzione micrometrica 1:10  e possibilità di rotazione di tutto il blocco fuocheggiatore e della sola parte finale dove vengono attaccati gli accessori visuali o fotografici.
 Il fuocheggiatore pur non essendo un Feather Touch può tenere tranquillamente qualsiasi accessorio visuale, comprese torrette e oculari pesanti, e, soprattutto, una gran varietà di camere di ripresa ed accessori fino ad almeno 2 kg. senza avere flessioni particolari che possano rovinare le riprese.
In dotazione si trovano il riduttore da 2" che si avvita e il riduttore a 1"-1/4 che viene inserito in quello da 2" e trattenuto con anello di ritenzione, due anelli in CNC per il tubo e una barra a coda di rondine di tipo vixen.
Il riduttore/spianatore Riccardi è un tripletto adatto ai vari modelli TS Photoline (di cui il 102 fa parte) insieme ai modelli 80/480mm, 90/600mm, 115/800mm, 130/910mm, 150/1050 e ad alcuni APM con fuocheggiatori da 2,5" o superiori.
Il riduttore ha un filetto M63 maschio lato telescopio e M63 femmina lato camera. Per essere adattato al fuocheggiatore da 3" Teleskope Service ha realizzato un anello CNC che si avvita al filetto femmina M63 e permette di avvitare tutto il gruppo al fuocheggiatore con filettatura M68 e dare lato camera un filetto maschio M48.



L'anello che si vede sulla destra della terza immagine è un adattatore da T2 a M48 per poter collegare la fotocamera alle prolunghe M48 necessarie per raggiungere la corretta distanza tra il sensore CCD e il gruppo riduttore/spianatore. Questa distanza, in abbinamento al tripletto 102, DEVE essere di 75,6 mm alla quale va sottratto lo spessore dell'anello adattatore arrivando a 68,5 mm. Quando non viene utilizzato il riduttore viene chiuso con due comodi tappi a vite in alluminio
Il tubo, con fuocheggiatore e paraluce completamente estratti, è lungo poco meno di 85 cm( dei quali circa 15 cm sono dati dalla distanza del paraluce dalla cella dell'obiettivo) e pesa 5,6 kg.



La cella dell'obiettivo, collimabile smontando il paraluce, mostra un colore violetto dato dai trattamenti antiriflesso.



In visuale il tubo può essere tranquillamente sostenuto da un'HDAZ Skywatcher che è stata utilizzata, purtroppo brevemente a causa delle condizioni meteo, mettendo in parallelo un Takahashi TSA 102 per fare un confronto tra i due strumenti.



Test Visuali

Il tubo è stato utilizzato in visuale in diverse occasioni e in posti molto diversi tra loro dando sempre impressioni molto positive a chiunque lo ha provato. I posti sono un terrazzo alla periferia di Belluno, cittadina di 35.000 abitanti e in mezzo alle case a 435 m slm, in montagna sul colle del Nevegàl sopra Belluno a circa 1600 m, e sul monte Labbro in Toscana a 1535 m, con un cielo stupendo che ha dato un sqm di 21,35 alle 2.00 di notte e a Monterosi un paesino a Nord di Roma in mezzo alle case e alle luci.
Lo star test, fatto sulle stelle Vega, Altair e Arturo nei posti sopra elencati e con diverse persone a testimoniarlo, è risultato da manuale con le centriche perfettamente uguali in intra ed extrafocale e senza evidenziare alcuna aberrazione o cromatismo. Direi quindi che la dicitura, forse un pò ridondante, di "Super" APO si adatta bene allo strumento.
In visuale lo strumento è stato anche affiancato ad un TSA 102 f/8, purtroppo brevemente a causa del cielo che a tratti veniva coperto dalle nubi fino ad essere totalmente coperto verso la mezzanotte. In quell'occasione abbiamo potuto guardare la luna con i due strumenti affiancati e su entrambi abbiamo montato dei Panoptic 24 mm.  e le due immagini erano praticamente identiche senza un filo di cromatismo sul bordo e con immagini molto ben incise ed assolutamente neutre come colore restituendo una luna splendida e "gliaciale". La luna è stata guardata con il TS anche in altre occasioni, purtroppo senza il TSA di fianco, e fino a circa 200x dando la stessa sensazione e non mostrando la minima traccia di cromatismo.
Nel TSA era migliore la fluidità del fuocheggiatore ma l'immagine restituita era la stessa.
Stranamente abbiamo evidenziato come, utilizzando un diagonale Televue sul TS (poi utilizzato proficuamente sul TSA), l'immagine veniva veramente deturpata acquisendo cromatismo e difficoltà nella messa a fuoco, mentre sostituendo il diagonale con uno dielettrico della William Optic l'immagine era perfetta.
Nei posti con più IL siamo riusciti a vedere bene e senza problemi M13, M27, M57, M22 (molto al limite perché in una zona pessima e a ridosso delle case), e alcune doppie come la doppia-doppia nella Lira e altre ben sdoppiate dallo strumento.
Le osservazione migliori sono state fatte dal monte Labbro con un cielo ottimo e un orizzonte, specie a sud, completamente sgombro (si vedeva ampiamente sotto lo Scorpione che era tutto visibile). Nel cielo la Via Lattea sembrava disegnata per quanto la si vedeva bene da Cassiopea fino allo Scorpione.
In quell'occasione lo strumento è stato provato con un Nagler 6,7 mm, un Meade 4000 12 mm, un Nagler intorno ai 16 mm (non ricordo di preciso) e soprattutto con un meraviglioso, ed enorme, Nagler 31 mm.
Con il Nagler da 6,7 mm abbiamo anche provato a guardare Giove con una Powermate 3x per un ingrandimento di circa 320x.... Giove si vedeva, ovviamente senza cromatismo, e si vedevano le due bande.. purtroppo non si poteva vedere di più sull'HDAZ manuale perché non appena si toccava qualcosa (ed era necessario farlo continuamente perché Giove "scappava" veramente in fretta dall'oculare) tremava inesorabilmente per parecchi secondi. Comunque in quell'occasione abbiamo potuto vedere: Giove, le Pleiadi, M31 con le due galassie satelliti, la Bubble in Cassiopea (in distolta ma si vedeva), M16, M13, M8, M20, M17, M18, M4, H e Chi Persei, Albireo, La doppia-doppia nella Lira.
Con il Nagler 31 in particolare la visione di M31 con le due galassie satelliti e l'alone della principale che prendeva tutto il campo dell'oculare (a 23x!), H e Chi Persei tutte abbondantemente nel campo con alcune stelline molto piccole di colori diversi blu e gialli e le Pleiadi sono state una visione spettacolare sulla quale sia io che altri ci siamo persi per parecchio tempo!
Quindi in visuale mi sento di poter dire che non si evidenziano differenze con strumenti ben più costosi e blasonati, come del resto era ipotizzabile vista la crescente qualità di queste ottiche negli ultimi anni.
A testimonianza delle ottime doti dello strumento posso dire che non si sono notate differenze cromatiche neanche affiancandolo ad un ottimo RC GSO da 8" che, essendo composto da solo due specchi, non ha alcune genere di cromatismo.


Fotografia

In fotografia purtroppo non ho avuto la possibilità di testare altri strumenti simili in contemporanea con questo e non ho potuto testare lo stesso con Reflex o camere a colori ma solo con la mia MagZero Mz9 con Kaf 8300 mono e filtri Baader da 36 mm.
In fotografia lo strumento necessità assolutamente di uno spianatore o, come nello strumento di questo test, di uno spianatore-riduttore come il Riccardi 0,75x .
Questo riduttore, come già detto, necessita di un'assoluta precisione nella distanza che, nei test fatti è stata raggiunta con il treno ottico che vedete di seguito:



In pratica per raggiungere la corretta distanza di 68,5 mm tra il sensore e l'anello che permette di collegare il riduttore al treno ottico e al fuocheggiatore dello strumento sono stati aggiunti un anello T2-M48 che ha uno spessore di 3,5 mm e una prolunga M48 da 10 mm (in realtà sono arrivato a 69,5 mm con i risultati che vedremo di seguito) aggiungendoli al backfocus della MZ9 di 27 mm e a quello della ruota Starlight di 29 mm.
Con questo backfocus fotografando in binning 1 le stelle erano leggermente allungate negli angoli riscalando però l'immagine in bin2, più "umana" rispetto agli 8 Mpx della risoluzione nativa, il difetto è completamente sparito. Con questo treno ottico la lunghezza focale misurata è di  circa 537 mm con un rapporto focale di f/5,26 contro i 525 mm dichiarati con il corretto backfocus (ma secondo me ancora troppo "ottimisti"). Comunque un rapporto focale molto veloce e adatto a  fare ottime riprese di soggetti deboli e a largo campo.
In realtà TS-Optics propone un accessorio che permette di "collimare" il fascio ottico per evitare ad esempio, cosa da me non verificata, che ci siano stelle allungate in uno o più angoli e negli altri no (codice TSJM48).
In alternativa al Riccardi, TS-Optics sta testando anche un secondo riduttore/spianatore da 0,79x (che quindi porta la focale a 564 mm) che dovrebbe essere meno suscettibile ad eventuali scollimazioni dell'asse ottico e che si avviterà direttamente al fuocheggiatore da 3" ma con un backfocus di 55 mm che quindi difficilmente permette l'utilizzo con ccd, ruote portafiltri e guide fuori asse. 
Il correttore ha anche un campo pienamente illuminato veramente ampio come dimostrano le immagini portate ad esempio che sono state, volutamente, calibrate senza riprendere alcun flat field.



Lo star test sulla stella Arturo nel Boote sopra riportato, a parte le "bolle" create dal seeing e dalla mancanza di acclimatazione dello strumento, dimostra come siano indentiche le figure di diffrazione tra intra focale ed extra focale. Lo star test, effettuato con il gruppo riduttore/spianatore, risulta identico a quello fatto in visuale con lo strumento a piena focale.



L'immagine dei quattro angoli della ripresa di 5 secondi su Arturo a piena focale in bin 1x1 del kaf 8300 fa vedere l'entità dell'allungamento delle stelle con lo spianatore posizionato ad una distanza di 1 mm maggiore rispetto alla distanza ideale.
Le foto fatte sono state tra la Crescent nel Cigno in LRGB+Ha+OIII per evidenziare la "bolla" di ossigeno intorno alla Crescent,  la zona nebulare intorno a Gamma Cygni ripresa con i filtri a banda stretta SII-Ha-OIII ed elaborata utilizzando la mappatura colore creata dal team di Hubble (detta appunto Hubble Palette - consiste nell'associare ad RGB le emissioni in base alla posizione delle stesse nello spettro quindi SII ad R, Ha a G e OIII a B) e una ripresa a campo largo sulla nebulosa Manubrio nella costellazione della Volpetta fata con i filtri LRGB con tempi di 2 ore per la luminanza e di 30 minuti per ogni canale colore.
Per evidenziare qualsiasi shift cromatico tra i vari filtri il fuoco dello strumento è stato fatto sul filtro di luminanza ed assolutamente NON toccato nel passaggio tra un filtro e l'altro. Soprattutto sulla Crescent, che ha richiesto due notti di riprese su 6 filtri diversi e due cambi di meridiano, il risultato è impressionante sia per la bontà dell'ottica sia per la tenuta del fuoco da parte dell'intubazione (sia per una discreta fortuna che non ha praticamente fatto cambiare l'FWHM nell'arco delle due giornate). Comunque non c'erano differenze apprezzabili di FWHM tra i vari filtri (le riprese venivano alternate tra un filtro e l'altro utilizzando la ruota motorizzata comandata dal pc).
I risultati finali sono le due immagini che vedete sotto:


  

Risultati

Pro:
- Ottica molto ben corretta
- Buona intubazione
- Buon fuocheggiatore
- Ottimo riduttore/spianatore
- Trasportabilità
- Prezzo

Contro:
- Il fuocheggiatore deve essere ben regolato, soprattutto nel rotatore, per non generare flessioni con camere/accessori pesanti
- Il riduttore/spianatore ha bisogno di un'assialità e di una distanza perfette per garantire i risultati promessi

Si ringrazia l'Ottica San Marco di Pordenone per aver fornito lo strumento in test.


sabato 15 settembre 2012

Hubble: Un occhio puntato su NGC 7090


Gli anni passano per tutti, solitamente noi invecchiamo e la nostra vista cala,ma Hubble sebra non voglia andare in pensione.....e continua a stupirci con nuove scoperte e splendide immagini.
Vi proponiamo questa immagine di NGC 7090 si trova a 13 milioni di anni luce dal Sole nella Costellazione dell'Indiano, si possono apprezzare i bracci anche se non sono molto evidenti a causa dell'angolazione della terra rispetto alla Galssia, se prestiamo un pò di più attenzione si possono percepire tante piccole GIOVANI STELLE.
Cosa c'è di nuvo da guardare? Bhe per prima cosa il colore rosa attorno al Centro Galattico, è segno della presenza di nubi composte da Gas Idrogeno, indice di formazione stellare che classifica la NGC 7090 come Galssia attiva nella creazione stellare.
La seconda e molto interessante è la struttura FILAMENTOSA, si nota infatti una regione molto intricata con una formazione di nubi scure localizzate a circa metà della Galassia, la luce emessa dal Nucleo viene assorbita dalle polveri, la silhouette di queste regioni viene così enfatizzata grazie al contrasto del fondo cielo scuro.

                                                                           Credits: ESA/Hubble & NASA
Questa immagine  è stata ripresa con una camera a Largo Campo, per la precisione Advanced Camera for Surveys.

                                                                                                                                Cieli Sereni Marco


giovedì 13 settembre 2012

TEST All Sky Cam


Test eseguito presso la Stazione Astronomica di Monteviasco


di Alessandro Merga

La All Sky Cam di Moonglow Technologies, è una camera di ripresa dotata di un obiettivo fisheye, in grado inquadrare l’intero cielo, per monitorare il meteo e l’attività meteorica. Il test è stato effettuato presso la Stazione Astronomica di Monteviasco durante lo sciame meteorico delle perseidi, il che ha permesso di valutare il funzionamento della All Sky Cam in varie situazioni.


Dotazione
La All Sky Cam viene fornita con tutto il necessario per il suo funzionamento. Nella confezione oltre alla camera troviamo un cavo video/alimentazione di 9 metri, l’alimentatore con quattro differenti prese (Euro, UK, US, Australian), e due set di gomma isolante per sigillare i cavi una volta montati. L’Uploader kit che consente di scaricare e inviare le immagini online è opzionale, come la prolunga del cavo video/alimentazione di 18 metri e il palo di montaggio.

Costruzione

La All Sky Cam vanta una qualità costruttiva di tutto rispetto, interamente in alluminio anodizzato, è assemblata in U.S.A. con pezzi made in Korea e Cina. Il peso è di circa 270 grammi. La cupola in vetro è tenuta in posizione da una guarnizione che isola la camera dall’esterno, questa cupola in caso di rottura può essere sostituita con relativa facilità. Sulla struttura di alluminio è segnato l’orientamento del sensore, così da avere nell’immagine ripresa il nord in alto.


Test
Il test non è stato effettuato con l’uploader kit, ma con una normalissima scheda di acquisizione video e un software adatto.

Attività Meteorica

Da subito la All Sky Cam ha mostrato un ottima sensibilità, è in grado di vedere con facilità la Via Lattea, e, dalle immagini riprese, abbiamo stimato che riesce a catturare stelle fino alla quarta magnitudine. L’esposizione automatica consente di avere immagini perfette sia di giorno sia di notte dove arriva fino a esposizione di 5 secondi. Durante le ore di test sono cadute molte meteore, ma solo le più luminose sono state catturate dalla camera; le meteore più deboli (sempre rimanendo sopra la magnitudine limite della camera), sono state riprese solo se passavano allo zenit, infatti, ai bordi, per via dell’enorme distorsione che genera l’obiettivo, la qualità dell’immagine è piuttosto bassa, ma questo è il prezzo da pagare per avere 190° di campo inquadrato.

Monitoraggio Meteo

 Il monitoraggio meteo è il vero motivo per cui è stata progettata questa camera, infatti, offre un’ottima visibilità delle condizioni meteo della zona. Grazie all’esposizione di 5 secondi, è in grado di mostrare chiaramente sia le nubi che la velatura del cielo, anche di notte.

Conclusione

La All Sky Cam di Moonglow Technologies si è rivelata un ottimo prodotto per osservatori e stazioni meteo amatoriali.

Trovate qui un video time-lapse, ripresa di 9h velocizzata a 64x, effettuata presso la Stazione astronomica di Monteviasco attraverso la All Sky Cam.

sabato 21 luglio 2012

Le Antenne NGC 4038/39

Uno degli oggetti deep-sky più interessante da osservare in primavera/estate è composto da due galassie distanti circa 90 milioni di anni luce.

Credit  Whilmore and Nasa

La loro interazione ha scatenato ormai da anni l'interesse di molti studiosi e astronomi per approfondire questo fenomeno. Difficilmente visibili con piccoli strumenti, rappresentano una sfida per gli astrofotografi o per chi usa telescopi con grandi diametri. Lo scontro ha portato alla nascita di onde di marea che espellono una notevole quantità di polveri e gas formando così delle caratteristiche scie luminose.


































                                                                                                                     Cieli Sereni
Filippo e Marco

giovedì 28 giugno 2012

TEST Camera CCD MagZero IMG0H mono


Test eseguito presso la Stazione Astronomica di Monteviasco

di Alessandro Merga

La Magzero IMG0H è una camera planetaria con possibilità di uso Deep sky grazie al raffreddamento e come autoguida vista l’elevata sensibilità del sensore; l’esemplare testato è la versione monocromatica.  


Costruzione
Al primo impatto la camera da una sensazione di estrema solidità grazie alla struttura in alluminio, che serve anche come dissipatore per il calore. La versione in prova non richiede filtro IR invece necessario sulla versione a colori. A corredo viene fornito l’adattatore da 31,8mm. L’alimentazione della camera necessita di una presa da 12 volts o di un alimentatore esterno non fornito, con un consumo medio di circa 3 ampere. 




Software e Installazione
La IMG0H è fornita con un cd in cui è presente sia il manuale d’istruzioni, i driver e il software di controllo EZPlanetary. Il manuale è completo e aiuta passo per passo nell’installazione e nell’uso della camera. Il software di controllo EZPlanetary è completo e abbastanza intuitivo, permette di fare riprese planetarie sia in formato AVI sia con singoli fotogrammi FIT non compressi, non permette invece di scegliere gli fps di ripresa che sono regolati automaticamente in base al tempo di esposizione che si imposta attestandosi (se l’esposizione lo permette) a circa 30 fps a 14 bit e a 55 fps a 8bit. Il software a corredo è in grado di effettuare anche riprese del profondo cielo sugli oggetti più luminosi con tempi di esposizione massimi di dieci secondi perfetti per centrare perfettamente l’oggetto; per alzare ulteriormente i tempi di posa nel cd sono presenti anche i driver ASCOM che permettono di utilizzare la camera con programmi quali MaximDL non avendo cosi limiti sui tempi di posa.  


Sensore
Monta un sensore CCD SONY Exview da ¼ di pollice, con un'efficienza quantica del 68% e vanta una sensibilità molto elevata perfetta per l’autoguida, data la possibilità di vedere stelle molto deboli anche con tempi di posa ridotti. Ha una risoluzione di 659 x 494 con pixel di 5,6 x 5,6 micron. Dispone di un Convertitore A/D a 14 bit invece dei 12 bit delle più comuni camere planetarie e degli 8 bit delle webcam.  




Test
Abbiamo effettuato il test applicando la IMG0H ad un newton 150 f5 su EQ6 pro per le riprese deepsky e ad un newton 250 f5 su EQ6 per le riprese in alta risoluzione.  


Deepsky
Si nota subito l’elevata sensibilità del sensore, M57 era già visibile con pochi secondi di posa. Salendo con i tempi di posa, rimanendo comunque entro i 10 secondi è possibile vedere anche la stella centrale della nebulosa. A lunghi tempi di posa il rumore termico rimane comunque ridotto grazie al sistema di raffreddamento. Grazie alla sensibilità del sensore e alla possibilità di arrivare a 10 secondi di posa con il software EZPlanetary, siamo stati in grado di mostrare al pubblico della Stazione Astronomica di Monteviasco, immagini in diretta dal telescopio principale, degli oggetti che stavano osservando sui telescopi secondari.


Planetario
Nel planetario questa camera da il meglio di se, avendo un’elevata sensibilità e un rumore molto ridotto si può spingere tranquillamente fino alla focale di ampionamento mantenendo comunque un istogramma equilibrato. L’oggetto prescelto per il test è stato Saturno, purtroppo il seeing non era buono quella sera, e si vede hiaramente nell’immagine finale. Abbiamo provato la ripresa sia in classico formato AVI con frame a 8 bit compressi, sia con singoli frame FIT a 14 bit non compressi. Con la ripresa in formato AVI l’immagine finale è risultata simile a quella ripresa con una classica Philips Poucam proII, solo meno rumorosa, grazie all’alta sensibilità che ha, permesso di ottenere un risultato simile con tempi di esposizione e guadagno ridotti. Il risultato ottenuto con i FIT a 14 bit ha rivelato dettagli e sfumature non presenti sulle immagini compresse.



Saturno ripreso con IMG0H e Newton 250 f/5 a 6000 mm, somma di 2500 su 3500 frame
ripresa di Emanuele Simeoli, elaborazione di Alessandro Merga



Autoguida 
La porta ST4 presente sulla IMG0H ne consente l’utilizzo come camera di guida, e grazie all’elevata sensibilità del sensore permette di guidare utilizzando stelle anche molto deboli, mantenendo comunque un frame rate sufficientemente elevato da permettere le opportune correzioni alla montatura. Paragonata a camere di guida, già collaudate come la Magzero MZ-5m, si distingue principalmente per la sensibilità più elevata e il rumore ridotto, anche se le dimensioni del sensore maggiori e il consumo di energia notevolmente inferiore fanno pendere l’ago della bilancia per l’impiego come autoguida verso la MZ-5m.

Conclusione Per concludere la IMG0H si è rivelata un’ottima camera, perfetta per il planetario e si difende bene anche nel deepsky. La IMG0H si trova in esclusiva da Ottica San Marco a un prezzo di 545€.

mercoledì 13 giugno 2012

Viaggio al museo per Discovery


Va in pensione il Discovery. Dopo trent'anni di servizio, la navetta spaziale più antica e più usata dalla Nasa ha compiuto il suo ultimo viaggio, questa volta verso un museo a Washington, dove verrà messa in mostra allo Smithsonian Institution. Il Discovery è partito dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un jumbo jet modificato per l'occasione. Alla partenza hanno assistito circa duemila persone, tra vecchi impiegati del programma Shuttle, vip, giornalisti e turisti. La folla ha salutato con una vera e propria ovazione il momento in cui la navetta ha preso il volo.
Il Discovery ha alle spalle 39 missioni e sarà il primo di una flotta di tre shuttle che andranno in pensione a finire in un museo. Sarà in mostra al Dulles International Airport, in Virginia al posto del prototipo 'Enterprise', che invece sarà esposto a New York.


Testo e immagini " La Repubblica"

Qui sotto le immagini scattate recentemente del " DISCOVERY " al Dulles International Airport.
Foto di Steve Hindle
Foto di Steve Hindle


               
                                                                                                                  Cieli Sereni
Marco

sabato 26 maggio 2012

I mini getti sull'anello F di Saturno


Cassini svela il segreto dell'anello F di Saturno

Le nuove immagini provenienti dalla sonda Cassini hanno rivelato che oggetti di circa 1 km di grandezza, attraversando l'anello F di Saturno, sarebbero i responsabili dei 'mini-getti' visti uscire dall'anello. Lo stretto anello F di Saturno è già noto per ospitare una varietà di strutture dinamiche che comprendono canali, increspature e 'palle di neve' che nascono dalle influenze gravitazionali della vicina luna Prometheus.

Nelle foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/QMUL) le strane strutture che si formano nell'anello F di Saturno così come sono state riprese dalla sonda Cassini.
(Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/QMUL)
 
Le nuove immagini rivelano cinquecento casi distinti in cui piccoli frammenti superstiti passano attraverso l'anello F trascinando con loro particelle degli anelli di ghiaccio. Questi oggetti si scontrano con l'anello a bassa velocità, circa 2 metri al secondo, formando questi 'mini-getti' che si estendono fra i 40 ed i 180 km fuori dall'anello. In alcuni di questi casi gli impatti delle 'palle di neve' avvengono in gruppi, creando strane strutture mentre attraversano l'anello. "Credo che l'anello F sia quello più strano di Saturno e questi ultimi risultati dalla Cassini ci mostrano che è anche più dinamico di quanto avessimo mai pensato," ha dichiarato Carl Murray, scienziato che fa parte del team che analizza le immagini della Cassini presso l'Università Queen Mary di Londra, in Inghilterra. "Queste scoperte mostrano che l'anello F è una regione simile ad uno zoo in quanto a diversità di oggetti che la popolano, da lune di un chilometro fino a Prometheus di centinaia di km di diametro. Tutti assieme questi corpi creano degli show spettacolari." Nick Attree, un altro scienziato che lavora sul progetto Cassini presso il Queen Mary aggiunge, "L'anello F ha una circonferenza di 881.000 km e questi mini-getti sono così tenui che ci è voluto un bel po di tempo e fortuna per individuarli. Abbiamo dovuto combinare circa 20.000 immagini raccolte in sette anni dalla sonda Cassini attorno a Saturno per poter avere circa 500 esempi di queste lune ribelli." Nella foto  le strane strutture che si formano nell'anello F di Saturno così come sono state riprese dalla sonda Cassini.

Fonte : ESA - NASA
                                                                                                                            
Cieli Sereni
Marco




giovedì 17 maggio 2012

Transito di Venere sul Sole


Attenzione: l'osservazione diretta del Sole con gli strumenti ottici (binocoli, cannocchiali o telescopi) può causare danni alla vista! E' OBBLIGATORIO l'uso di un apposito filtro solare.

Sono passati solo 8 anni dall'ultimo transito ma la nostra generazione non avrà più l'occasione di rivedere simile spettacolo, infatti il prossimo transito sarà nel 2117. E' un evento da non mancare, condizioni meteo permettendo! Il transito di Venere sul Sole è un evento spettacolare in cui, con appositi filtri, è possibile osservare il piccolo disco del pianeta passare sul Sole (potete avere un'idea di cosa succede osservando l'immagine sopra in cui Venere - il piccolo discetto nero - si sposta progressivamente sul disco del Sole).

Il transito di Venere sul Sole sarà visibile dall'Italia appena dopo l'alba. Come possiamo osservare dalla figura sotto creata da Fred Espenak, la migliore visibilità si ha dall'area dell'oceano Pacifico mentre non sarà visibile nell'Oceano Atlantico tra Africa e America del Sud. Gli osservatori europei e asiatici potranno osservarlo al mattino del 6 giugno mentre quelli dell'America del Nord al pomeriggio del 5 giugno.



In particolare, possiamo calcolare l'orario preciso del transito grazie al sito "Transit of Venus" e, inserendo la nostra località, verificare gli orari precisi. Ricordiamo che il transito inizia quando il disco di Venere diventa tangente al Sole (ingresso, contatto esterno). Quindi il pianeta si rende gradualmente visibile finchè comparirà completamente sul disco solare (ingresso, contatto interno). Nelle ore successive il pianeta si sposterà lungo il Sole finchè "toccherà" il bordo (uscita, contatto interno). Il transito finisce quando Venere è tangente esternamente al Sole (uscita, contatto esterno). Se nel sito Transit of Venus inseriamo come località Pordenone, possiamo verificare che l'ingresso esterno e interno avvengono rispettivamente alle 00:04 e 00:22 quindi non li potremo vedere. L'uscita interna ed esterna avverranno invece alle 06:37 e 06:55. Visto che il Sole sorge alle 05:40 circa, potremmo osservare la parte finale di questo spettacolare evento.



La bassa elevazione del Sole potrebbe causare difficoltà sull'osservazione, quindi è di vitale importanza scegliere un buon punto di osservazione senza impedimenti in direzione Est/Nord-Est (dove sorge il Sole il 6 giugno). Un altro fattore da non trascurare sono le condizioni atmosferiche che, data la bassa elevazione, potrebbero avere un ruolo fondamentale nella qualità delle osservazioni e delle fotografie riprese. Attenzione quindi all'elevata umidità, alla turbolenza atmosferica e ad eventuali foschie che nel nostro paese non mancano mai.


Il transito è un'evento che può interessare sia ai visualisti che ai fotografi. Per il visuale il nostro consiglio è l'utilizzo di telescopi anche con discrete aperture, ma l'evento è già facilmente apprezzabile con dei buoni binocoli. Ovviamente è necessario prendere le dovute precauzioni schermando l'attrezzatura con filtri solari anche se l'utilizzo di telescopi solari H-alfa (come i Coronado) rende l'osservazione decisamente più spettacolare. Per quanto riguarda la fotografia invece sconsigliamo la ripresa in altissima risoluzione in quanto, data la bassa elevazione, le foto potrebbero non risultare perfette (aumentando l'ingrandimento si nota moltissimo la turbolenza atmosferica). Consigliamo quindi strumenti di elevata qualità ottica ma piccola apertura, come i rifrattori APO con diametri compresi fra i 60 e i 100mm.

Questa gif animata mostra una sequenza di fotografie riprese durante il precedente transito (nel 2004) da Filippo con telescopio Newton dotato di apposito filtro solare e camera webcam Philips Toucam Pro. E' stata ripresa una breve sequenza tra il contatto esterno e interno dell'ingresso. L'evoluzione degli strumenti alla portata degli astrofili (in particolare la presenza di telescopi h-alfa e di camere CCD progettate per le riprese in alta risoluzione) consentono quest'anno riprese sicuramente migliori!

Durante il transito ci sono diversi fenomeni interessanti da osservare. Ad esempio il black drop o goccia nera, cioè il contatto del pianeta sul bordo del Sole (per noi sarà visibile solo in uscita quindi al termine del transito). L'anello di fuoco sarà visibile dopo il terzo contatto, quando l'atmosfera del Pianeta si comporterà come una lente che deviando i raggi del Sole  creano l'effetto di un'anello molto sottile attorno al pianeta stesso.

Per quanto riguarda la fotografia, è di fondamentale importanza calcolare il campo inquadrato in funzione del telescopio e della camera di ripresa. Ad esempio, se utilizzate una reflex digitale (come le Canon EOS 450D, 500D o 550D) dotata di sensore APS-C, serve un telescopio di focale non superiore a 1600-1700 mm per inquadrare l'intero disco solare. Ad esempio, se avete uno Schmidt-Cassegrain come il Celestron C8, avrete bisogno del suo riduttore di focale 0,63x per inquadrare tutto il Sole. Vi consigiamo di utilizzare un servizio on-line come questo (http://www.astroblog.nl/tools/astrotools) per calcolare il campo inquadrato dalla vostra strumentazione.


Per chi non possiede già uno strumento per l'osservazione solare e vuole acquistarne uno anche per l'osservazione del transito di Venere possiamo consigliare un prisma di Herschel come quello della Lunt (disponibile sia in versione da 31,8mm che da 50,8mm) per le osservazioni o lo fotografie in luce bianca. Ricordiamo che il prisma di Herschel rappresenta un passo in avanti rispetto ai classici filtri solari ed e' progettato per sostituire il diagonale dei telescopi rifrattori. Se invece volete ottenere immagini spettacolari di particolari fenomeni solari come protuberanze o filamenti vi consigliamo un telescopio solare H-alfa come il Lunt LS35THa 0.75A B600 - Deluxe.


Per chi cerca ancora informazioni sull'osservazione e fotografia solare vi consigliamo di visitare il nostro sito OsservailSole.it.

Cieli sereni
Filippo e Marco

sabato 5 maggio 2012

Spitzer e la Galassia Sombrero..... due galassie in una

Il Telescopio  Spaziale Spitzer, grazie alla sua visione nell'infrarosso ha fatto apparire delle immagini a dir poco interessante della nota Galassia Sombrero.

Image credit: NASA/JPL-Caltech

La curiosità è che sono ben 2 galassie in una. La luce visibile e le immagini precedenti hanno portato gli astronomi a credere che il Sombrero era semplicemente una galassia con un normale disco piatto. La visione a infrarossi di Spitzer mette in evidenza le stelle e la polvere. La luce delle stelle rilevata a 3,5 e 4,6 micron è rappresentata in blu-verde, mentre la polvere rilevata 8,0 micron viene visualizzata in rosso. Questa immagine ha permesso agli astronomi di analizzare tutta la popolazione di stelle nella galassia, oltre alla sua struttura.

Il disco piatto all'interno della galassia si compone di due porzioni. Il disco interno è composto quasi interamente di stelle, senza polvere. Al di là di questo c'è un piccolo spazio, quindi un anello esterno di polvere mescolata a stelle, visibile qui in rosso.

Cieli sereni
Marco

lunedì 23 aprile 2012

Hubble fotografa Messier 70

Il telescopio spaziale Hubble ha catturato questa fantastica immagine dell'ammasso globulare M70 in cui possiamo osservare centinaia di migliaia di stelle "compattate" dalla forza gravitazionale. Messier 70 ci offre una visione prospettica di tantissime stelle quindi è uno degli oggetti più belli da fotografare al telescopio. Inoltre rappresenta un particolare fenomeno, detto core collapse (collassamento del nucleo) in quanto verso il nucleo si trovano più stelle della media.

Le stelle orbitano attorno al centro di gravità dell'ammasso globulare: alcune mantengono orbite circolari, altre hanno orbite diverse. In seguito alla reciproca interazione gravitazionale, alcune stelle più leggere tendono ad aumentare velocità e a spostarsi verso l'esterno dell'ammasso. Le più pesanti tendono a concentrarsi invece verso il centro. Questo effetto produce il collassamento del nucleo in circa un quinto dei 150 ammassi globulari della Via Lattea (la nostra galassia).

A differenza di molti ammassi globulari che si trovano nelle zone periferiche delle galassie, M70 orbita vicino al centro della Via Lattea a una distanza di circa 30000 anni luce da noi. E' interessante che si sia tenuto insieme così bene nonostante la forte attrazione grazitazionale esercitata dal nucleo della nostra galassia.

M70 presenta un diametro di 68 anni luce e può essere osservato con un telescopio nella costellazione del Sagittario. Questa foto è stata ottenuta con la Wide Field Camera di Hubble. Il campo inquadrato è di circa 3,3 x 3,3 arcominuti.


Filippo
fonte Nasa.gov

venerdì 6 aprile 2012

TEST Astro-Professional 102 Triplet APO


Iniziamo oggi una nuova rubrica con i test strumentali. Per assicurare ai nostri lettori obiettività nei risultati, i test vengono eseguiti direttamente da associazioni di astrofili, senza alcun intervento dei nostri tecnici. Questo mese iniziamo con il tripletto apocromatico Astro-Professional da 102mm di diametro provato dalla "Associazione Culturale Astronomica e Scientifica M42" che ringraziamo per l'ottimo lavoro eseguito. Se fate parte di una associazione astrofili e volete testare uno strumento, contattateci e organizzeremo il prossimo test!

Buona lettura,
Filippo

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Test eseguito presso la Stazione Astronomica di Monteviasco


Autore: Alessandro Merga

Il 102 Triplet APO Carbon è l’ultimo rifrattore apocromatico presentato dalla Astro-Professional, azienda tedesca che distribuisce in Europa prodotti di origine cinese, trattata in Italia da Ottica San Marco. Il tubo progettato per l’astrofotografia Deep sky, è dotato di un tripletto con lenti OHARA spaziato in aria di cui una lente in vetro FPL-53, che garantisce un’ottima correzione cromatica. L’apertura a f/7 garantisce un’estrema versatilità sia in visuale sia in fotografia, inoltre attraverso lo spianatore 1x (non fornito di serie) progettato specificatamente per questa serie di telescopi è possibile utilizzare camere di ripresa con sensori di generose dimensioni senza incorrere in distorsioni ai bordi. Il tubo è fornito in una valigetta per il trasporto con imbottitura interna, molto comoda per il trasporto ma, date le dimensioni del tubo, è ovviamente fuori misura per passare come bagaglio a mano in aereo.


Intubazione
Il telescopio in questione si presenta con un’intubazione di tutto rispetto, fibra di carbonio a vista con finitura lucida, molto gradevole visivamente e dall’aspetto altamente tecnologico. L’intubazione è molto rigida e al contempo leggera, solo 5,2Kg, il tubo completamente chiuso è lungo appena 63 cm che arrivano a 76,5 cm con il paraluce estratto, e fino a 86,5 cm con il focheggiatore completamente esteso. Il paraluce si estende per 15,5 cm di fronte alle lenti che abbinato all’ottimo annerimento interno garantiscono una degna protezione dalle luci parassite, è inoltre completamente retrattile per una maggiore compattezza durante il trasporto, e dotato di una vite di blocco per evitare che scivoli indietro mentre si punta allo zenit. Il tubo ottico è fornito di una barra a coda di rondine di tipo vixen e di due anelli CNC, forati sulla parte superiore per ospitare altri strumenti in parallelo.


Focheggiatore
È subito evidente l’imponente focheggiatore da 3 pollici, con riduzioni da 50,8 mm e da 31,75 mm già forniti. Il movimento risulta leggermente duro ma preciso grazie alla messa a fuoco micrometrica 1:10, è in grado di sopportare carichi molto pesanti senza scivolare, anche non stringendo la vite di blocco. Il focheggiatore ha una corsa di 10 cm sufficienti per mettere a fuoco con una reflex digitale o un CCD ma non per osservare con un oculare in cui serve una prolunga da almeno 3 cm o meglio un diagonale. Sul tubo scorrevole dalla generosa apertura di 76 mm è presente una scala graduata utile per ritrovare la posizione del fuoco, sono inoltre presenti sul blocco principale del focheggiatore i fori per il montaggio del cercatore (non fornito). Il focheggiatore è in grado di ruotare di 360°; lo strumento è arrivato con le viti di regolazione un po’ lasche, ma una volta regolate la rotazione avviene senza flessioni; è inoltre possibile ruotare solo la parte finale del focheggiatore mantenendo ferme le manopole ma senza scollegare la camera di ripresa, la rotazione avviene con un sistema analogo a quello che fa ruotare l’intero gruppo.


Ottica
L’ottica di questo strumento è di altro livello, con lenti OHARA giapponesi di cui una in pregiato vetro FPL-53. Su tutte le lenti vi è un trattamento antiriflesso Fully Multi Coated dal colore giallognolo, sono inoltre annerite ai bordi per aumentare il contrasto. Il tripletto è montato in una cella collimabile; non è stato necessario fare alcuna regolazione, infatti, il tubo è arrivato perfettamente collimato. All’interno vi sono due diaframmi con bordi taglienti posti rispettivamente a 1/3 e 2/3 del tubo in fibra di carbonio, utili per ridurre al minimo i riflessi. Dai test che abbiamo eseguito, l’obiettivo in questione, ha una curvatura praticamente nulla sui sensori apsc delle comuni reflex, mostrando un leggero allungamento delle stelle negli angoli del sensore; se si usano sensori con un lato maggiore di 15 mm, la casa costruttrice consiglia di utilizzare lo spianatore per avere una correzione perfetta anche ai bordi. Come già accennato il cromatismo è assente, rivelando la perfetta correzione di questo tripletto cinese, che è in grado di offrire perfette immagini senza uno spettro secondario visibile.


Test Ottici
Purtroppo a causa delle cattive condizioni meteorologiche durante le serate adatte per dei test approfonditi, non siamo stati in grado di produrre immagini astronomiche di qualità ma quelle riprese confermano la bontà dell’ottica in questione.


Test sul campo
Le immagini sottostanti mostrano le due galassie M81 e M82. La prima immagine è stata volutamente elaborata senza Flat field per mostrare la vignettatura; La seconda è un ritaglio della precedente e mostra l’elaborazione finale dell’immagine. L’immagine è composta di due scatti da 20 minuti l’uno, con una camera CCD MagZero MZ8.

Scatti eseguiti da: Antonio Giudici
Elaborazione: Alessandro Merga


Test Terrestri
Su oggetti terrestri il telescopio mostra immagini ben definite, dotate di dettagli molto fini anche a grande distanza e grazie all’ottima correzione si presenta senza residui cromatici.

  


Test sul banco di prova
I test su banco di prova hanno dimostrato la qualità di questo tripletto di origine cinese.



Curvatura
L’immagine sottostante catturata sul nostro banco di prova mostra la curvatura dell’obiettivo che seppur minima è comunque presente. Il sensore utilizzato è l’APS-C da 12,2 Mpx della Canon EOS 450D che ha una dimensione di 22,2 x 14,8 mm e pixel di 5,2µm. L’immagine ai bordi mostra una leggera sfocatura e un allungamento dell’immagine di circa 4 pixel, una curvatura non esasperata ma comunque su immagini astronomiche potrebbe in alcuni casi essere fastidiosa; è consigliabile utilizzare lo spianatore anche su sensori APS-C.



Cromatismo
Il 102 Triplet APO per definizione è un obiettivo apocromatico, e rispetta appieno le sue promesse mostrando immagini prive di uno spettro secondario anche in presenza di forti contrasti.

Vignettatura
Grazie alle generose dimensioni del focheggiatore la vignettatura è molto ridotta ma non assente, su immagini astronomiche l’uso dei Flat è necessario.

Conclusione
In definitiva l’Astro-Professional 102 Triplet APO è un tubo ottico di ottima fattura, adatto sia alla fotografia Deep sky sia in alta risoluzione e ottimo anche sul terrestre. Inoltre il peso contenuto, l’elevata rigidità del tubo e la compattezza dello stesso gli conferiscono un’elevata versatilità che lo rende adatto a tutte le situazioni. Il tubo in questione ha un prezzo al pubblico di 1899,00€.
Si ringrazia Ottica San Marco per aver fornito l’esemplare in questione.



sabato 17 marzo 2012

Previsioni di turbolenza atmosferica

Chi ha almeno un po' di esperienza di ripresa planetaria e lunare in alta risoluzione lo sa: se c'è turbolenza atmosferica (si usa il termine "seeing") non si riesce a riprendere una buona immagine e non c'è telescopio o camera che tenga (anche se molto costosi e avanzati!). Purtroppo è difficilissimo (se non impossibile) valutare la "qualità" del cielo (in termini di seeing) a occhio nudo, semplicemente osservandolo. Solitamente bisogna montare tutto il telescopio e puntare ad elevato ingrandimento una stella o un pianeta. Purtroppo però molte volte si scopre che c'è cattivo seeing ed ecco l'esclamazione: "Ho montato tutto per niente!". Cose che capitano (e che continueranno a capitare....). 

Per fortuna però la tecnologia ci aiuta: esiste un servizio gratuito on-line fornito dal sito Meteoblue.com di previsione della turbolenza atmosferica che viene utilizzato da moltissimi astrofili. Con l'esperienza ho visto che è anche abbastanza affidabile (ricordiamo però che si tratta solo di previsioni, non di certezze).


Aprite il sito http://www.meteoblue.com. Nel campo in alto "nome, codice postale o coordinate" inserite il nome della vostra città o paese (nel mio caso Pordenone) e cliccate il bottone "cercare". Comparirà la finestra con le classiche previsioni meteo come nell'immagine qui sopra. Ora cliccate il bottone "Sky" e vi verrà presentata una nuova pagina con molti valori.

Per ogni giornata (qui sopra vediamo quella di oggi, 17 marzo) viene realizzata una tabella che contiene molti dati, divisi per ogni ora. Le prime tre righe (in blu) indicano la percentuale di copertura nuvolosa divisa tra nubi alte, medie e basse. Sotto troviamo diversi valori tra cui, per la nostra applicazioni, quelle più importanti sono "Seeing Index 1", "Seeing Index 2" e "Jet stream". I valori di seeing vanno da 1 (seeing molto scarso) a 5 (eccellente). I valori di Jet stream indicano la velocità delle correnti.

Per valutare se le condizioni saranno buoni dobbiamo trovare una serata (con percentuale di copertura nuvolosa 0) in cui i valori di "Seeing Index" sono più alti possibili con valori di "Jet stream" non troppo alti o troppo bassi.  Infatti velocità maggiori di 35 metri al secondo o inferiori a 5 metri al secondo solitamente corrispondono ad un seeing non buono.

Con questo strumento si può avere molto velocemente un'idea di quello che potremo aspettarci, utile!

Cieli sereni
Filippo


mercoledì 29 febbraio 2012

Era il 1905

Mi è capitato sotto mano un numero storico del giornale "L'illustrazione italiana" del 10 settembre 1905, non potevo fare a meno di riproporvi alcune immagini. A più di un secolo di distanza possiamo dire che i progressi della tecnica consentono oggi agli astrofili di fare quello che un tempo facevano gli astronomi (anche meglio... vedi camere CCD) ma i principi sono sempre gli stessi! Affascinante.


Cieli sereni
Filippo

sabato 25 febbraio 2012

Scoperta attività geologica "recente" sulla Luna

Nuove immagini riprese dalla sonda lunare Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) mostrano deformazioni della crosta che hanno generato piccole valli in alcune zone della superficie lunare. Gli scienziati ritengono che l'attività geologica che le ha generate si sia verificata meno di 50 milioni di anni fa, un'età recente se comparata con l'età della Luna (circa 4,5 miliardi di anni).



Il team di ricercatori, analizzando le immagini in alta risoluzione ottenute dalla Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC) ha trovato strutture (chiamate graben) molto lunghe e strette che indicano che la superficie viene "stirata" provocando lo sprofondamento della zona centrale del terreno.


La Luna si trova in uno stadio generale di contrazione in quanto si sta raffreddando e il graben indica che in particolari aree invece si registrano forze di natura distensiva. Questo significa che le forze contrazionali non sono elevate: in caso contrario i graben non si sarebbero formati. La debolezza nella contrazione suggerisce che, a differenza di altri pianeti terrestri, la Luna non abbia presentato uno stadio iniziale di fusione completa. Sembra invece probabile che solo lo strato esterno della Luna sia stato fuso formando una sorta di oceano di magma.

Filippo

fonte Nasa.gov

lunedì 20 febbraio 2012

Nasa a 50 anni dal volo di John Glenn

Il 20 febbraio 1962, l'astronauta americano John Glenn ha pilotato con successo la Mercury "Friendship 7" nella prima missione orbitale umana degli Stati Uniti d'America. Partito del Kennedy Space Center, l'astronave ha compiuto tre orbite attorno alla Terra raggiungendo un'altezza massima di circa 260 chilometri, per una durata della missione di quasi 5 ore. Per celebrare l'impresa, la NASA ha rilasciato questo nuovo video:



Fonte: Nasa.gov

martedì 14 febbraio 2012

Oggetto Deep-Sky del Mese - Nebulosa Rosetta

Uno degli oggetti deboli più affascinanti dei mesi invernali è certamente la Nebulosa Rosetta, conosciuta anche con il nome Caldwell 49. Come potete osservare nella fotografia sotto, è un oggetto abbastanza semplice da identificare. Si trova infatti nella costellazione del Monocero, confinante con Orione. Non lasciatevi ingannare dalla fotografia però: è un oggetto difficile da osservare visualmente, anche con telescopi di grande diametro! Risulta invece molto semplice da osservare (basta un binocolo astronomico) l'ammasso di stelle (NGC2244) al centro della nebulosa stessa che quindi possiamo utilizzare come punto di riferimento anche per chi la vuole fotografare.


La nebulosa e l'ammasso aperto di stelle al centro sono strettamente associati. Si ritiene infatti che le stelle dell'ammasso siano nate proprio dal materiale della nebulosa. La radiazione emessa dalle giovani stelle di NGC2244 stimola gli atomi della nebulosa che a loro volta emettono la radiazione che ci consente di vederla e fotografarla. 

Distante solo 5200 anni luce dalla Terra e con una dimensione di 130 anni luce, la Nebulosa Rosetta appare molto grande in cielo: presenta una dimensione apparente di circa 1,3°. Quindi è un oggetto che richiede, per essere fotografato nella sua interezza, telescopi a focale relativamente corta e camere CCD con sensori di buone dimensioni. Utilizzando gli strumenti giusti è possibile riprendere la nebulosa in campi stellari vasti che ne consentono di apprezzare la grande dimensione. Ad esempio, ho ripreso (con il mio amico Omar) la seguente fotografia con un piccolo rifrattore APO 65Q di TS-Optics (con focale di 420mm) e camera MagZero QHY11S (che ha un sensore di dimensioni 24x36mm):



Con telescopi a più lunga focale è possibile invece riprendere conmaggiore dettaglio la zona centrale (quella con l'ammasso aperto) come si può vedere nella seguente fotografia ripresa da Francesco di Cencio effettuata con tubo ottico TS Individual 152/900 (focale di 900mm) e camera MagZero MZ-9:

La Nebulosa Rosetta è una nebulosa a emissione: contiene gas ionizzato che produce emissione con linee spettrali come l'H-alfa. Per tale ragione consiglio l'utilizzo di una camera CCD monocromatica con filtri a banda stretta (come l'H-alfa appunto) per incrementare il contrasto riducendo fortemente l'inquinamento luminoso. Per ricostruire l'immagine a colori è possibile poi riprendere lo stesso soggetto anche con i filtri O-III e SII e quindi ricomponendo l'immagine. Per chi utilizza invece camere CCD a colori consiglio l'uso di un filtro UHC (di qualità) che, grazie ad una banda passante superiore, lavora meglio con questo tipo di strumentazione e consente di mantenere un buon bilanciamento cromatico.

Cieli sereni
Filippo